Cicciobello

Cicciobello

Cicciobello è una bambola che rappresenta un neonato di pochi mesi a grandezza naturale ed è stato creato nel 1962 dal bergamasco Gervasio Chiari, ex alpino, fondatore della fabbrica Tecnogiocattoli Sebino. Sin da subito Cicciobello diventa il simbolo di generazioni di bambine e con il passare degli anni viene proposto in diverse varianti (Bellissimo, Bua etcì, Gioca con me, Cammina e gattona, Pipì, Pappa sì e pappa no, Primi passi, Piange, ecc.). Il primo Cicciobello è un bambolotto che indossa una tutina azzurra, ha i capelli biondi, gli occhi celesti e due guancette rosse. E’ sempre stato realizzato con materiali sicuri e di qualità. La voce con disco intercambiabile, acquistata in esclusiva europea dalla ditta giapponese Ozen, permette un’innovazione tecnologica unica per il tempo: Cicciobello senza il ciuccio piange. E’ un vero compagno di gioco, capace di stimolare i processi cognitivi delle bambine. Infatti “fare la mamma” stimola la fantasia, la gestualità e il senso di tenerezza ed è il gioco di ruolo più antico del mondo. Dopo il Cicciobello tradizionale, già nella metà degli anni Sessanta il fenomeno esplode, con tanto di passeggino “Cicciogo”, il seggiolone “Cicciopappa”, la culla “Ciccionanna” e il fasciatoio “Ciccioservice”. In tema di globalizzazione, il bambolotto si apre al mondo e arrivano nel 1967 i fratellini: l’africano “Angelo nero” e il cinesino “Ciao-fiu-lin”. L’ideatore di Cicciobello, che aveva iniziato la sua attività costruendo soldatini, alla fine degli anni ’90 nel corso di un’intervista affermava: “Un bel gioiello.  Poche altre bambole sono riuscite a stabilire con le bambine una relazione così duratura: l’ho creato nella convinzione che i bambini avessero bisogno soprattutto del gioco dell’affetto”. Cicciobello è il bambolotto che più di tutti ha contrastato il primato mondiale della Barbie.

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