Introduzione agli strumenti per la scrittura

Introduzione agli strumenti per la scrittura

Lo strumento più antico per scrittura è sicuramente un sasso, usato su una pietra liscia quanto basta. Lo stilo è il primo oggetto usato e consisteva in una bacchetta di legno o di metallo appuntita per incidere nell’argilla. Nell’antico Egitto si usava il calamo, ottenuto da un pezzo di bambù o di papiro. La punta veniva tagliata oppure anche pestata con una pietra per farne un pennello che, intinto nell’inchiostro, tracciava segni su di un papiro oppure su pergamene. Successivamente, intorno al VI Secolo, si diffuse l’utilizzo di penne di volatili, in particolare la penna d’oca, affilate e tagliate con punta fine o piatta. La penna d’oca, essendo flessibile, permetteva di scrivere in modo più fine sulla pergamena ottenendo pienezza e delicatezza dei tratti. Agli inizi dell’Ottocento cominciò una vasta produzione di pennini in metallo, dalle forme più varie e particolari. A fine Ottocento comparvero anche le prime stilografiche, cioè dei pennini provvisti di un serbatoio d’inchiostro che consentivano di trasportare la penna senza bisogno del calamaio. L’elasticità dei pennini permetteva ancora una scrittura con tratti fini oppure pieni. La penna a sfera fu introdotta a metà degli anni Cinquanta. E’ conosciuta anche come biro in varie parti del mondo in onore del suo inventore, l’ungherese László József Bíró. La sua particolarità consisteva in una punta contenente una minuscola sfera che, nel rotolare sulla carta, erogava l’inchiostro. Il segno è uniforme mentre con la stilografica, a seconda della pressione o dell’inclinazione, lo spessore della linea tracciata cambiava. In tempi più recenti è nata la penna roller ball, una penna a sfera concepita con l’utilizzo di un inchiostro più liquido, quasi da stilografica.

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