Storia della scrittura 5

L’alfabeto cirillico è  utilizzato per scrivere diverse lingue slave come il bielorusso, il serbo-bosniaco, il macedone, il bulgaro, il russo, il serbo e l’ucraino oltre a lingue non slave parlate in alcune delle ex Repubbliche dell’Unione Sovietica.

Il cirillico è il terzo alfabeto ufficiale dell’Unione europea e proviene dall’alfabeto glagolitico creato, secondo alcune fonti,  intorno all’anno 862 dal missionario Cirillo per tradurre la Bibbia e altri testi sacri in antico slavo ecclesiastico.

Cirillo e il fratello Metodio, poi divenuti Santi, erano originari di Tessalonica, territorio dell’Impero Bizantino.

Altra ipotesi, forse più probabile, assegna la “paternità” di questo alfabeto alla Scuola letteraria di Preslav in Bulgaria dove sono state ritrovate antiche iscrizioni in cirillico risalenti al 940.

I motivi per cui l’alfabeto glagolitico fu sostituito dal cirillico erano la sua semplicità e facilità d’uso nonchè l’affinità con l’alfabeto greco, più conosciuto nel primo impero bulgaro.

L’alfabeto venne divulgato assieme all’antico slavo ecclesiastico.

Nei secoli successivi l’alfabeto cirillico si è adeguato al linguaggio comune sviluppando alcune variazioni a livello regionale al fine di adattarsi alle particolarità delle lingue nazionali.

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