Storia del pianoforte

Storia del pianoforte

Il pianoforte è uno strumento musicale a  corde  percosse attraverso dei martelletti fatti funzionare da una tastiera composta da 88 tasti dei quali 52 sono di colore bianco e 36 di colore nero. I tasti bianchi riproducono le note: do-re-mi-fa-sol-la-si. I tasti neri, invece, indicano le note diesis e quelle bemolli. L’origine della parola pianoforte è italiana ed è legata alla possibilità che questo strumento offre di suonare note ad intensità diverse a seconda del tocco. Chi suona il pianoforte può modificare il suono risultante agendo sui pedali che innestano particolari meccanismi. Il pianoforte deriva storicamente dal clavicordo e dal clavicembalo essendo anch’esso munito di una tastiera e di corde. Il suono però in questi tre strumenti viene prodotto in modo diversificato. Infatti nel clavicembalo le corde vengono pizzicate da un plettro collocato su un’asticella che si alza quando il tasto viene abbassato lasciando il suono inalterato; nel clavicordo le corde vengono colpite da tangenti (piccoli dispositivi metallici in ottone) che possono rimanere in contatto con la corda stessa finchè non si lascia il tasto; nel pianoforte le corde sono colpite da martelletti che immediatamente rimbalzano consentendo alla corda di vibrare senza impedimenti, fino al rilascio del tasto che provoca l’intervento dello smorzatore. Il primo modello di pianoforte (gravicembalo col piano e forte) fu messo a punto dal padovano Bartolomeo Cristofori alla corte fiorentina di Cosimo III de Medici alla fine del 1600.  La novità era rappresentata dall’applicazione di una martelliera al clavicembalo. L’idea di Cristofori era di dare vita ad un clavicembalo con la possibilità di pizzicare le corde controllando la dinamica. Il fortepiano non ebbe successo in Italia. Anni dopo in Germania, nel 1726, il costruttore di organi Gottfried Silbermann fece una copia perfetta del pianoforte di Cristofori che fu apprezzata da Federico II di Prussia il quale ne ordinò addirittura sette per i propri palazzi. Il fortepiano fu perfezionato da Andrè Stein che nel 1777 ricevette la visita di Wolfgang Amadeus Mozart  il quale era molto soddisfatto delle svariate possibilità espressive di questo strumento. I primi “pianoforti verticali” furono creati a Salisburgo nel 1780 da Johann Schmidt e a Dublino nel 1789 da William Soutwell. In Francia i più grandi  costruttori di pianoforti dell’Ottocento sono stati Sébastien Erard e Ignace Pleyel.  Agli inizi del XX secolo a New York la società Steinway & Sons brevettò il pianoforte con il telaio in ghisa diventando così  il maggior produttore mondiale di pianoforti di qualità. In Italia negli anni ’60 un apprezzabile costruttore di pianoforti  gran coda da concerto è stato il liutaio Cesare Augusto Tallone che fu definito da Gabriele d’Annunzio “artefice in costruzioni sonore”. Fu molto stimato per la sua delicata sensibilità musicale, l’orecchio infallibile e la perfetta conoscenza del pianoforte. Arturo Benedetti Michelangeli lo volle con sè come tecnico accordatore. Fu addirittura chiamato in Giappone dalla Yamaha quale consulente per gli strumenti musicali. Oggi l’azienda italiana produttrice di pianoforti più famosa a livello mondiale è la Fazioli di Sacile (Pordenone), ditta artigiana fondata nel 1981.

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